16 Giugno 2009 – DEPECHE MODE LIVE IN ROME –
Tour of the Universe
Il concerto a Roma dei Depeche Mode raccontato da alcune fan.
Dopo un’attesa di circa 7 mesi dall’acquisto del biglietto finalmente il grande giorno è arrivato: I Depeche Mode dal vivo allo Stadio Olimpico di Roma.
In mattinata, noi, sei giovani ragazze, eravamo già all’opera per preparare tutto l’occorrente vitale per superare una giornata al sole, in attesa dell’apertura dei cancelli per avere l’onore di guardarli dalla prima fila. Panini, Acqua, Energizzanti, Salviettine, “spruzzino”(un oggetto insignificante ma che in realtà ci ha salvato la vita): tutto pronto per dirigersi verso lo stadio.
Scese dal tram con poca fatica troviamo il cancello d’entrata, attesa interminabile, interrotta da secchiate di acqua ghiacciata e da venditori napoletani abusivi (ovviamente) con fisici in mostra, non tutti scolpiti, ascelle commosse e poco deodorante, che gridavano senza sosta :”ACQUA E BIRRA……CAFFI CAFFI!!”, provocando, nei loro confronti, reazioni aggressive e quasi disumane di chi era lì in fila, a sudare, a soffrire, a morire sotto il sole cocente per Dave!
Ma più che le vendite invadenti e fastidiose ciò ci ha disturbato di più è stato un milanese pedante che ha accompagnato la nostra attesa con racconti verosimili su precedenti concerti da lui visti, come se fosse l’unico uomo sulla terra ad aver assistito a band che si esibiscono dal vivo.
Ma per fortuna il peggio passa in fretta: il tipo decide di lasciare la fila, i partenopei si sono arresi e l’ora d’attesa sta per scadere. Ecco finalmente, con 10 minuti di ritardo,che sotto il sole parevan ore, i cancelli si aprono.
SARDINE: la parola esatta per definirci in quel momento…tante sardine schiacciate l’una all’altra che tentavano di raggiungere la salvezza! Un fiume di gente impazzita spingeva contro i cancelli, finchè una voce ha esclamato:
“A STUPIDO??!!cHE TE RIDI???NU SPINGERE!!”.
Il buttafuori ci ha salvate…!
Ma un minuto dopo: Panico! Ci siamo guardate ed eravamo in cinque, una girl non era riuscita a superare il confine. Aspettarla o correre verso la prima fila?!
Nessun problema, la vediamo arrivare più carica di prima….ce l’ha fatta anche lei! Ed ecco che uno sguardo è bastato per capirci, l’unica cosa da fare era : CORRERE!!!
Superato l’ultimo ostacolo del controllo biglietti, il prato dell’olimpico era nostro. Così, siamo riuscite a conquistare un posto degno delle fatiche sofferte.
Era quello che meritavamo.
Finalmente il sole ha cominciato a calare e la nostra pressione a risalire grazie allo zucchero delle nostre caramelline che previdenti avevamo acquistato! Nell’attesa siamo state accompagnate da musica techno che ci ha divertito per pochi minuti, poi ci ha ipnotizzati e tutti al ritmo di quei bassi muovevano il collo e la testa allo stesso modo. Sembrava una vecchia pubblicità della Levi’s con quello strano pupazzetto giallo che muoveva la testa fuori dal finestrino di un auto.
Mancava ancora qualche ora all’inizio del concerto, e piano piano l’Olimpico cominciava a prendere forma, file di persone lentamente riempivano le tribune e con una certa soddisfazione noi guardavamo chi, purtroppo, avrebbe visto Dave come una piccola formica danzante!
Dopo il gruppo spalla a cui, chiediamo scusa, abbiamo badato ben poco abbiamo avvertito nell’aria qualcosa di strano: un boato, il palco si illumina, lo schermo gigante posizionato sul palco diventa tutto bianco e improvvisamente Martin compare con la sua chitarra con indosso un completino argentato, tutto glitterato, gli mancavano gli zatteroni e l’avremmo scambiato per il biondo dei Cugini di Campagna……..ma lui è PERFETTO così!!!Subito dopo appare Andy che si posiziona presto dietro le sue tastiere, ed infine Lui, il bel tenebroso, con il suo stile inconfondibile: Dave Gahan, venerato da tutte le donne lì presenti.
Sì…i nostri eroi erano sul palco. Con mezz’ora di anticipo hanno aperto il concerto con In chains brano del nuovo album. Urla, grida e applausi di gioia. Benvenuti Depeche Mode, Grazie….e adesso fateci divertire!!!
E non ci hanno deluso, il pubblico in delirio ha ballato sulle note di brani nuovi come Wrong, Hole to feed e classici come Never let me down again, A question of time, Master and servant, Policy of truth, Strangelove.
Sembrava di essere ad una festa anni 80 e che i dj fossero proprio loro; eravamo tutti impazziti, quasi 50.000 persone impegnate a cantare e ballare, se solo il volume fosse stato un filino più alto. L’apice del delirio è stato raggiunto con 2 brani storici: Personal Jesus ed Enjoy the silence.
L’allegria ha dominato tutto il concerto ma Martin non poteva mancare con le sue lezioni sentimentali e ci ha commosso con Home, tutti continuavano a cantarla anche dopo che Martin avesse smesso, e leggendo negli occhi di Mr. Lee gore si è notato anche in lui un filo di commozione.
E’ stato uno show bellissimo, ogni pezzo accompagnato da video, giochi di luce e le doti ballerine del grande frontman inglese.
Dave come sempre, ha iniziato a cantare “vestito”, ma nel corso del concerto ha perso pezzi, togliendosi prima la giacca, poi sbottonadosi il gilet ed infine via tutto, i suoi tatuaggi andavano guardati
. Avrà pure la sua età ma riscuote ancora successo con noi ragazze. Andy, invece, si nascondeva dietro occhialoni da sole, ma anche lui faceva sentire la sua presenza sul palco incitando la gente a ballare.
Dave e Martin hanno chiuso con un emozionante duetto Waiting for the night, un brano tratto da uno dei migliori album della band Violator.
Due ore di colori, di divertimento e ottima musica. Dopo tante ore al sole, era già tutto finito, non ci sembrava vero, avremmo voluto che suonassero ancora, e che durasse per tutta la notte, ma ahinoi! abbiamo dovuto salutarli.
Che dire, grazie ragazzi….alla prossima!
- Dave Gahan
- Dave Gahan, Martin Gore
- DM
- DM
- Martin Gore
- Dave Gahan
- Andy Fletcher
- Dave Gahan
- Dave Gahan
- Dave Gahan
- Dave Gahan
- DM












grandeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!